|
La Valgerola
La dorsale Pizzo Berro-Monte Verrobbio divide il corso del torrente Bitto in due rami a formare una Y rovesciata,. Il ramo occidentale o Val Gerola è la valle con la più forte antropizzazione di tutto il versante orobico; vi abbondano infatti paesi, nuclei e baite.
La ricchezza di pascoli e di boschi ha fatto sì che, già in tempi antichi, fossero importanti lo sfruttamento del legname e l’allevamento, e si sviluppasse una attività casearia che aveva raggiunto buona fama già nei secoli scorsi. E’ a partire dal cinquecento che viene menzionato il formaggio Bitto, eccellenza assoluta di queste valli, tipico prodotto d’alpeggio, dal gusto inconfondibile e dalle caratteristiche organolettiche che lo rendono unico nel suo genere.
Le testimonianze di una antropizzazione antica si notano nelle architetture, negli antichi portali e negli affreschi che attestano l’esistenza di una società attiva, florida ed aperta verso l’esterno: chiese riccamente decorate, antiche dimore e, non ultima, la “camera picta” di Sacco, contenente la più bella rappresentazione conosciuta dell’Homo Salvadego, figura leggendaria dell’arco alpino. La sua esposizione, la ricchezza di acque ed il clima particolare fanno della Val Gerola una zona unica e tale da appassionare il naturalista, il botanico, l’entomologo ed anche il semplice turista. E’ una valle da godere tutto l’anno: d’estate con belle passeggiate ai numerosi laghi, con ascensioni a cime famose quali il Pizzo dei Tre Signori, oppure con arrampicate sulle numerose palestre naturali; d’inverno con emozionanti discese sulle piste di Pescegallo, piccola ma deliziosa stazione sciistica, dove la neve, sempre di ottima qualità, è garantita sino a stagione inoltrata, oppure assaporando i silenzi della natura ciaspole ai piedi, o ancora scendendo con gli sci dalle vette ascese durante l’estate.
|